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MONDIALE RALLY
SVEZIA
Guido Rancati
Li aveva avvertiti. Sabato sera, davanti a
una classifica nella quale era terzo a otto
secondi e uno da Andreas Mikkelsen e a
nove e sei da Thierry Neuville, Sébastien
Ogier aveva ricordato ai due che gli stava-
no rendendo la vita dura che il suo obiet-
tivo era vincere. E che per centrarlo avreb-
be dato tutto quello che aveva da dare nel-
le tre prove che rimanevano. Non l'aveva
detto tanto per dire, il francese. Non ave-
va rilanciato la sfida tanto per impressio-
nare i suoi avversari. L'ha fatto davvero: ha
iniziato la domenica mettendosi tutti die-
tro nel primo tratto cronometrato e l'ha
proseguita lasciando qualche spicciolo a
Jari-Matti Latvala, ma riducendo ancora il
suo ritardo nella provvisoria. S'è presenta-
to al via della Värmullsåsen in seconda
posizione, a tre secondi da Andreas Mik-
kelsen che aveva scavalcato il belga della
Hyundai. Deciso più che mai ad affondare
il colpo, a riprendersi quel primo posto che
un contatto troppo ravvicinato con un
muro di neve lo aveva costretto a lasciare
sul finire del venerdì. Pur sapendo bene
che soprattutto il ragazzo norvegese le
avrebbe provate tutte, ma proprio tutte,
per resistergli. Così è stato. Per due terzi
dell'ultimo round il biondino se l'è giocata
sostanzialmente alla pari con lui. Conce-
dendogli solo qualche spicciolo, poca roba.
Poi, a cinquemila metri dal controllo-stop
della Power Stage, anche il ragazzo di bot-
tega della Volkswagen ha pagato pegno.
Un giro di valzer fuori programma e le sue
speranze di imporsi nel Varmland sono
andate a farsi benedire.
“Questa è proprio una bella vittoria”, dice
il due volte iridato a bocce ormai fermis-
sime. Dopo aver messo in cassaforte il suo
secondo successo scandinavo. Aggiunge:
“E' una di quelle vittorie di cui andare par-
ticolarmente fieri”. Già, è proprio così. E
non solo perché l'impresa di imporsi due
volte sulle strade innevate del Rally di
Svezia ancora non era riuscita a nessun
pilota nato e cresciuto lontano dal profon-
do nord. A darle un sapore particolare è il
modo con il quale l'ha conquistata. E' la
voglia matta di imporsi che l'ha spinto a
tenere giù il piede anche quando avrebbe
potuto scegliere di non farlo. Anche quan-
do avrebbe potuto accontentarsi di un
piazzamento che gli avrebbe comunque
permesso di rafforzare la sua leadership
nella classifica del mondiale. Al posto suo,
qualcuno lo avrebbe fatto. Non lui che
pure sa fare di conto assai bene, ma sa
anche che in certe occasioni un campione
vero, assoluto, totale, non può acconten-
tarsi di dosare l'impegno con il bilancino
del farmacista. E non può neppure usare
l'alibi – vero – di una posizione sulla stra-
da assai infelice nelle prime due giornate
per spiegare un risultato diverso dal pri-
mo posto. Doveva uscire allo scoperto e
l'ha fatto. Da grande perché è un grande
vero.
L'ORDINE DI ARRIVO
DOMENICA 15 FEBBRAIO 2015
1. Ogier-Ingrassia (VW Polo Wrc) in 2.55’30”5
2. Neuville-Gilsoul (Hyundai i20 Wrc) a 6”4
3. Mikkelsen-Floene (VW Polo Wrc) a 39”8
4. Tanak-Molder (Ford Fiesta RS Wrc) a 2’26”0
5. Paddon-Kennard (Hyundai i20 Wrc) a 3’31”5
6. Evans-Barritt (Ford Fiesta RS Wrc) a 3’53”0
7. Meeke-Nagle (Citroen DS3 Wrc) a 4’05”8
8. Prokop-Tomanek (Ford Fiesta RS Wrc) a 4’26”0
9. Protasov-Cherepin (Ford Fiesta RS Wrc) a 5’32”2
10. Ostberg-Andersson (Citroen DS3 Wrc) a 6’50”9
Il campionato
Piloti: 1.Ogier punti 53; 2.Neuville 30; 3.Mikkelsen 30; 4.Latvala 19; 5.Ostberg 14;
6.Evans 14; 7.Tanak 12; 8.PAddon 10; 9.Meeke 10; 10.Sordo 8; 11.Prokop 6; 12.Loeb
6; 13.Protasov 2.
Costruttori: 1.Volkswagen 68; 2.Hyundai 55; 3.M-Sport 32; 4.Citroen 20; 5.Volkswa-
gen II 15; 6.Jipocar 10; 7.Hyundai N 1; 8.FWRT 1.
Un piccolo ma decisivo errore nella prova finale
ha negato ogni speranza di vittoria a Mikkelsen