32
INDYCAR
Gara a Fontana
Lo spettacolare incidente che ha
coinvolto Briscoe e Hunter-Reay
Rahal bravo e fortunato
Da tutto questo rimescolamento di carte ne è uscito vincitore
Graham Rahal, quest'anno più che mai assiduo frequentatore
delle zone di vertice ma finora incapace di mettere il proprio si-
gillo. Rahal ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto nel
momento giusto, ovvero a capo di un plotone di vetture sepa-
rato solo da pochi centimetri. Minimale il suo vantaggio su Ka-
naan, alla fine secondo, all'inizio dell'ultimo giro caratterizzato
dalla spettacolare carambola di Ryan Briscoe. Incidente che ha
di fatto messo la parola "fine" alla contesa. Un esito così for-
tunoso non deve sminuire quanto messo in mostra da Rahal,
per nulla demoralizzato da una qualifica poco felice e ben pre-
sto reintegrato nel gruppo dei leader. Il figlio del grande
Bobby Rahal ha sgomitato per risalire la china nella prima parte
di gara, salvo poi navigare nel mucchio di testa nella seconda.
Sul suo successo a Fontana però, il primo dopo sette anni di di-
giuno, pendono svariate polemiche. Alcuni avversari hanno
contestato la scelta dei commissari di non penalizzare Rahal,
rientrato in pista dopo un pit-stop con il bocchettone ancora at-
taccato e pertanto creando una situazione di potenziale peri-
colo. Con Rahal, ad ogni modo, festeggia anche la Honda,
finalmente a segno in condizioni di gara normali dopo i suc-
cessi bagnati di Hinchcliffe a New Orleans e Munoz a Detroit.
Svanisce il colpaccio
per Kanaan e Andretti
Detto del vincitore, un po' per merito e un po' per fortuna, si fa più
fatica ad attribuire l'appellativo "vinti" a chi gli ha concluso alle
spalle. L'equilibrata lotta al vertice, come detto, ha coinvolto co-
stantemente almeno una decina di piloti che tra un sorpasso e l'al-
tro si sono giocati la vittoria fino alla fine. Già da metà gara, infatti,
si era percepito il sentore che la questione si sarebbe risolta in vo-
lata. Lo sa bene Tony Kanaan che, proprio mentre metteva a
punto l'attacco finale, si è dovuto arrendere alle bandiere gialle.
Lo sanno meglio Marco Andretti e Sage Karam, rientrati in pit-
lane per un tardivo cambio-gomme poco prima dell'ultimissimo
restart e subito risaliti alle spalle dei primi a suon di gomitate.
Anche loro hanno detto addio ai sogni di gloria all'apparire del
drappo giallo. Giallo come il colore della vettura di Ryan Hunter-
Reay, che per la prima volta in questa stagione ha assaporato il
gusto della leadership ma, proprio mentre faceva anch'egli un
pensierino al colpaccio finale, ha pensato bene di carambolare su
Ryan Briscoe mandando l'australiano a testa in giù. Fine dei gio-
chi ma piloti fortunatamente illesi.
In casa Penske
sorride solo Montoya
Del gruppone di testa, naturalmente hanno fatto parte anche
i piloti del Penske Racing. L'unico che alla fine può sorridere è
Juan Pablo Montoya, quarto al traguardo e sempre più leader
in campionato. Dopo aver condotto le danze nei primi giri, il co-
lombiano non è riuscito a districarsi dal gruppo di testa. Po-
teva ambire a qualcosa di più Simon Pagenaud, poleman al
venerdì ma a tratti troppo cauto nei duelli ruota a ruota. Chi ha
da recriminare è sicuramente Helio Castroneves, messo fuori-
gioco da Briscoe poco dopo metà gara. Lo zero in casella, oltre
a fargli perdere punti preziosi nei confronti di Montoya, lo fa
scivolare al quarto posto in graduatoria. Un destino simile è
toccato a Will Power, a sua volta fatto fuori da Takuma Sato a
poche tornate dal termine. Circostanza che ha reso necessaria
l'esposizione della bandiera rossa. Pur mantenendo la seconda
piazza in campionato, l'australiano vede ampliare il proprio ri-
tardo dalla testa della classifica piloti.