25 Ago 2015 [20:34]
Si torna a parlare degli abitacoli coperti
Antonio Caruccio
Non poteva essere altrimenti, a poche ore dalla scomparsa di Justin Wilson, per un incidente tanto pericoloso quanto raro. La FIA inizia a interrogarsi nuovamente sugli abitacoli coperti, discussione già iniziata dal lontano 2009, quando il povero Felipe Massa venne colpito sul casco dalla molla persa dalla Brawn di Rubens Barrichello. Da allora in Formula 1, il violento impatto dello scorso anno di Jules Bianchi contro la gru a Suzuka aveva risollevato le discussioni sulla necessità di tutelare la testa dei piloti. Nonostante nell’ultimo decennio sia stato introdotto il collare Hans per tutelare il collo degli atleti, il capo resta l’unico elemento vulnerabile di uno sport che negli ultimi vent’anni ha comunque fatto giganteschi passi in avanti.
In IndyCar la morte di Wilson, a quattro anni da quella di Dan Wheldon, riporta pesantemente l’attenzione sulla necessità di tutelare l’indennità dei piloti in caso di impatti frontali, o oggetti che a grossa velocità possono colpire gli stessi. La problematica di un abitacolo coperto, di un guscio per le monoposto, resta però quello di far rimanere intrappolato in caso di ribaltamento. È difatti assai più frequente vedere una monoposto che si capotta e resta a testa in giù, con il rischio di un pilota intrappolato, e peggio ancora con una perdita di benzina e liquidi infiammabili.